logo MyPortal
Inizio pagina Salta ai contenuti

Selva di Cadore

Provincia di Belluno - Regione del Veneto


Contenuto

Calendario

Calendario eventi
« Settembre  2019 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30            

Economia e società a Selva di Cadore

In età preistorica la Val Fiorentina era interamente ricoperta da un fitto bosco e non vi era traccia delle radure dove ora sorgono i centri abitati circondati da prati a pascolo e campi coltivati. Queste immense foreste, percorse da numerosi torrenti (Fiorentina, Codalonga, Cordon, Loschiesuoi, ecc.) carichi dell'acqua proveniente dai vicini ghiacciai, rifornivano di selvaggina i cacciatori, che qui sopraggiungevano per la caccia estiva: come testimonia il sito neolitico/eneolitico di Mandriz, i pastori esistevano già prima della fine del primo millennio avanti Cristo.
E fu proprio a partire da questo periodo che la valle cominciò a popolarsi in modo sistematico: cacciatori e pastori con le proprie greggi cominciarono a frequentare i pascoli presenti nelle zone del Passo Giau, a Possedera e Fertazza, a Staulanza, Forada e Forcella Roan.
Una situazione che ebbe una svolta solo in epoca alto-medioevale quando, accanto a pastori e cacciatori, si affiancarono boscaioli e ricercatori di minerali quali il ferro e il piombo. I nuovi arrivati, provenienti in gran parte dalla Val del Boite, costituirono consistenti insediamenti, prima stagionali e poi stabili.

Il paesaggio iniziò così, lentamente, a mutare: nei luoghi climaticamente più protetti, soleggiati e provvisti di acqua (Pescul, Toffol, Marin) si cominciò a tagliare il bosco, si costruirono stalle e abitazioni, che col tempo si traformarono in "Vile" ad alta concentrazione abitativa al fine di non rubare troppo territorio alla preziosa agricoltura.
A partire XIII secolo alle attività agro-silvo-pastorali si aggiunsero anche quelle artigianali e industriali estrattive del ferro. Questo comportò una notevole immigrazione e l'avvio di nuove attività come quella dei carbonai e dei fabbri, per i quali funzionava addirittura una fonderia.

Nei secoli successivi, per far fronte alle aumentate esigenze di sussistenza, si cominciò a coltivare il terreno anche fino ai 1.600 metri di altitudine, elevando così lo sfalcio sino ai 2.000 metri delle pericolosissime e disagiate cengie.

Negli ultimi secoli, con la cessazione delle attività minerarie, si registrò un generale impoverimento economico chefu causa di una forte emigrazione, senza però snaturare le millenarie attività agro-silvestri o mettere in pericolo la sopravvivenza dei paesi.

A partire dagli anni '60 del secolo scorso, prima lentamente, poi vorticosamente, la situazione si capovolse in concomitanza con l'aumentare dei flussi turistici legati allo sci e all'escursionismo.

Oggi la Val Fiorentina, aperta ed accogliente con i turisti, preserva come forse nessun'altra le sue ricche tradizioni e la sua millenaria cultura di cui è giustamente orgogliosa.

Selva di Cadore - Piazza San Lorenzo, n. 2
P.IVA - Codice Fiscale 00207470253 / IBAN IT88D0200861000000002760752
E-mail: protocollo.selva@agordino.bl.it - Posta Elettronica Certificata: comune.selva.bl@pecveneto.it